Come funziona

Il principio di funzionamento è molto semplice: il pellet, contenuto nel serbatoio, viene lasciato cadere all’interno di una piccola camera di combustione, all’interno della quale è presente una resistenza elettrica incandescente. Il contatto tra il pellet e la resistenza, unito alla corretta dose di aria aspirata dalla stufa, ne determina quindi la combustione e di conseguenza la produzione di calore. I fumi derivanti dalla combustione vengono espulsi attraverso un particolare condotto che scarica all’esterno dell’abitazione, aiutati da un piccolo motore di estrazione.

Ricarica e serbatoio. Il pellet viene inserito nel serbatoio, posto nella parte superiore della stufa. All’interno dello stesso è presente, nella maggior parte dei modelli, una coclea (chiamata anche vite di Archimede, ovvero una vite senza fine), il cui compito è quello di raccogliere il pellet e lasciarlo cadere all’interno del braciere, in cui è presente una resistenza incandescente, fungendo anche da dosatore. In alcuni modelli, in sostituzione della coclea, è presente un particolare pistone con lo stesso principio di funzionamento.

Scarico dei fumi. Il grosso vantaggio di questo tipo di stufa è che non richiede necessariamente la presenza della canna fumaria, ma questo non significa che non richieda alcuno scarico verso l’esterno. I fumi prodotti dalla combustione, infatti, necessitano di essere espulsi dall’abitazione. Tuttavia, grazie al motore di estrazione forzata presente all’interno della stufa, per espellere i fumi è sufficiente un piccolo tubo di 8 cm di diametro, non necessariamente installato in verticale come una canna fumaria, con un piccolo fungo terminale alla fine dello stesso. Fino ad Ottobre 2012 era possibile far fuoriuscire il condotto anche su una qualsiasi parete esterna, oggi purtroppo, in base alla Normativa UNI 10683, è obbligatorio scaricare i fumi solamente attraverso il tetto.

La centralina elettronica. È il cervello della stufa. Ha diversi compiti, il primo dei quali è quello di regolare correttamente l’aria comburente, i fumi espulsi, l’aria di convenzione e la quantità di pellet, assicurando anche la sicurezza dell’impianto. Un pressostato, presente nella centralina, avverte l’eventuale aumento di pressione nella canna fumaria, segnale evidente di un’ostruzione, provvedendo così a segnalare un eventuale guasto. La centralina è inoltre collegata ad un particolare sensore con il compito di verificare la presenza o meno della fiamma, attivandosi nell’eventualità per spegnere la stufa e mettere il tutto in sicurezza.

La centralina consente all’utente la possibilità di impostarne elettronicamente (e liberamente) l’accensione e lo spegnimento. Caratteristica presente su tutti i modelli, anche in quelli più economici, con possibilità anche di impostare la programmazione settimanale o giornaliera. Le centraline dei modelli più sofisticati dispongono inoltre dell’interfaccia GSM, grazie alla quale la stufa può essere controllata anche a distanza, tramite una semplice telefonata. Una tecnologia ideale soprattutto per le seconde case, grazie alla quale si potrà impostare l’accensione della stufa qualche ora prima del proprio arrivo, assicurandosi così il giusto calore al momento dell’ingresso in casa.

Accorgimenti. La centralina è impostata direttamente in fabbrica seguendo dei parametri precisi. Qualora si decidesse di cambiare tipologia di pellet, la sua grandezza o la quantità, sarà necessario modificare le impostazioni della centralina. Per evitare che quest’ultima rilevi dei dati errati, causando un cattivo funzionamento della stufa, si consiglia di affidarsi un tecnico specializzato per la modifica.